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L’esposizione personale di Nataly Maier alla Galleria Antonella Cattani contemporary art a Bolzano induce ad una riflessione sul fascino della concretezza e della soggettività della materia pittorica.

L’indagine dell’artista germanica, che prende le mosse da un personale confronto con alcuni capolavori della storia dell’arte occidentale, corre parallela ad una veemente affermazione dell’esperienza emozionale individuale.

 

Da ciò lo svolgimento della mostra che è composta da disegni ad acquarello su carta di formato intimo – studi accurati di opere rinascimentali e barocche – dai quali prendono origine i dipinti astratti di grande dimensione.

La ripresa del dipinto antico è una forma di racconto che può produrre rimbalzi nelle direzioni più diverse. Negli acquarelli presentati in questa mostra le composizioni di Giotto, Caravaggio e Pontormo… sono rivisitate con il metodo della parafrasi. La banda cromatica che accompagna le stenografie di Nataly Maier dai dipinti antichi serve a stabilizzarle e radicarle in un discorso di valore più generale e tipologico.

 

Può la pittura aniconica rendere visibile ciò che fugge la rappresentazione, come le sfumature di uno stato emozionale? con i lavori di questa mostra Nataly Maier sembra voler rispondere anche a questo quesito, realizzando dapprima il disegno dell’opera da lei prescelta e isolando contemporaneamente, a lato del foglio, i tasselli cromatici che la caratterizzano.

Nel prendere distanza dall’immagine l’artista si appropria delle cromie spingendole a farsi elemento indagativo di visioni che, perdendo la loro fisicità, mettono in scena i meccanismi e la natura della pittura. Da questo procedimento hanno origine i dipinti su tela che sprigionano una energia piana e naturale; le forme sono disposte per leggi antiche di emergenza e profondità, per relazioni e reciproci coinvolgimenti.

Un rapporto inedito si instaura tra i disegni - analisi di una visione - e i dipinti che assumono invece il tono intimo di un racconto personale.

 

17 settembre 2010 - 25 novembre 2010

 

Catalogo della mostra, testi a cura di Dario Trento 

DEU

 

Die gesamte Untersuchung Nataly Maiers Malkunst, die von einer persönlichen Konfrontation mit einigen Kunstwerken der europäischen Kunstgeschichte beginnt, läuft parallel mit einer vehementen Behauptung der emotionalen und subjektiven Erfahrung.

 

Ihre künstlerische Produktion erweist sich deshalb mit bestimmten Subjekten der Kunstgeschichte intim verbunden und gleichzeitig autonom. Diese dualistische Natur und eine duale Vorgehens- weise beherrscht den Produktionsmechanismus der Arbeiten auf Papier und auf Leinwand.

 

In den gezeigten Werken werden die Kompositionen von Giotto, Caravaggio und Pontormo, wie Visionen aufgefasst und anhand der Methode der Paraphrase untersucht.

Das Farbenspektrum, das Nataly Maiers aus den antiken Gemälden gewonnene Stenografien begleitet, dient dazu, diese festzuhalten und in einen eher typologischen Zusammenhang zu stellen.

Das malerische Paradigma, das aus den visuellen Recherchen der Künstlerin erwächst, hat auf der Suche nach Substanz und Beständigkeit die Richtung der antiken Malerei eingeschlagen.

Man könnte entgegnen, dass es sich dabei um eine persönliche Werteskala handelt, aber fuer die Künstlerin zählt nur, dass diese Tafel mit farbigen Teilstucken, in den Papierarbeiten anwesend, ihr persönliches Alphabet der Welt darstellt.

 

Die aus diesem Verfahren entstandenen Leinwände verströmen eine umfassende, natürliche Energie, die den Mineralpigmenten und ihrem Glanz entspringt. In dieser Logik entfalten sich die Formen nach antiken Gesetzen von Ausbuchtung und Vertiefung, durch Beziehungen und gegenseitige Beeinflussung.