ITA

 

“Il racconto di un’esperienza costituisce l’ordito sul quale l’artista oggi tesse il proprio lavoro”.

 

In questo contesto si colloca anche la produzione di Julia Krahn; l’esperienza narrata è esclusivamente interiore e attinge alla sfera dei sentimenti più intimi dell’artista.Julia Krahn nasce ad Acquisgrana, in Germania, nel 1978. Nel 2000 si trasferisce a Milano. Dal 2001 a oggi, sono numerose le mostre personali dedicate al suo lavoro e i riconoscimenti internazionali ottenuti.

 

Quello condotto da Julia Krahn, è un percorso nel quale arte e vita entrano costantemente in cortocircuito, permettendo all’artista di comprendere sé stessa, e allo spettatore, di fare lo stesso, attraverso il proprio rispecchiarsi nelle opere.

Julia Krahn ricorre volutamente a un linguaggio estremamente diretto, che attinge indifferentemente dal mondo dell’arte, della cultura e della religione, all’interno di una ricerca di una forma di comunicazione immediata ed efficace, nella quale l’osservatore è chiamato a svolgere un ruolo attivo.

La scelta stessa della fotografia come principale linguaggio, da parte dell’artista va vista come la preferenza per un mezzo, nel quale l’osservatore pone estrema fiducia, ma che non esclude il ricorso ad altri linguaggi e materiali.

 

Molto interessante, per la lettura del suo lavoro è anche il ricorso costante a formati diversi: estesi, come quello dei wallpapers - che si impongono alla vista, forti anche degli interventi tridimensionali in ceramica operati dall’artista, che agiscono da messa a fuoco - oppure estremamente ridotti, come avviene nei camei, retaggi di un linguaggio da memoria familiare borghese.

Come recita il titolo della mostra “Lilies and linen” sono i due simboli che connotano le opere in esposizione. La mostra si apre con un grande wallpaper (3 x 3 m) che ci mostra un’insolita “fioritura” di gigli bianchi; il corpo femminile, totalmente avvolto nel lino è al tempo stesso terreno fertile per i gigli e per gli stati d’animo che custodisce. Le preziose ceramiche allestite sulla parte di fronte sono invece i frammenti di un mondo intimo che vediamo ricomporsi attraverso una sequenza di fotografie.

Infine nel lavoro in mostra Vater und Tochter , contemporanea e rovesciata pietà, in cui la figlia sorregge il corpo del padre, Julia Krahn indaga il proprio rapporto con il genitore, in un’elaborazione nel corso della quale, solidifica in immagini, la malinconia.

 

17 febbraio 2012 - 10 aprile 2012

 

Catalogo della mostra. Testo a cura di Nadia Marconi

DEU

 

Auch in einem heterogenen Panorama wie dem zeitgenössischen lassen sich in der Kunstproduktion, die sich in Fotografie ausdrückt, vorherrschende Tendenzen aufspüren. Die Erzählung von einer Erfahrung stellt das Grundgewebe dar, in das der Künstler heute seine Arbeit einflicht.

In diesem Kontext gehört auch Julia Krahns Produktion, jedoch ist in ihrem Fall die erzählte Erfahrung eine ausschliesslich innere, die aus der Sphäre der intimisten Gefühle schöpft.

 

In Ihrer Arbeit verwendet die Künstlerin bewusst eine sehr direkte Ausdrucksweise, die sich bei ihrer Suche nach einer unmittelbaren, wirkungsvollen Form der Kommunikation unterschiedslos auf die Welt der Kunst, der Kultur und der Religion bezieht und dabei dem Betrachter eine aktive Rolle abverlangt.

 

Auch weit voneinander entfernte Epochen und Eindrücke treffen auf diese Weise aufeinander in einer betont zeitgenössischen Mischung, die die Form eines beinahe universellen Sprachkodex annimmt.