ITA

 

Dedicata alla più recente produzione incisoria di Giovanni Frangi.

 

Le possibilità interpretative che questa forma d’arte offre si dimostrano, da una ricerca dell’artista, le più idonee ed interessanti alla realizzazione del progetto “Pasadena”. Il suo mondo poetico, di ispirazione naturalistica, assume così, grazie anche alla tecnica calcografica, nuove e singolari connotazioni.

 

Il titolo della mostra, “Pasadena”, si riferisce ad un esperienza che ha come sfondo gli Huntigton Botanical Gardens della città californiana, una delle più straordinarie ricostruzioni di ambienti naturali al mondo.

 

Frangi coniuga la tradizione della tecnica incisoria con l’innovazione delle pratiche più avanzate per raccontare con un linguaggio essenziale, fatto di segni neri - quasi materici su campiture bianche - il ciclo vitale della natura; una vera sfida dove entrano in campo tutte le potenzialità del segno, con i suoi spessori e contorni . Da oggetto di attrazione la natura diventa oggetto di indagine o, per meglio dire, schermo su cui proiettare istanze psicologiche.

 

Come in occasione della mostra “Nobu at Elba” a Villa Panza di Biumo – Varese - l’artista tende a ricreare anche in”Pasadena” un ambiente ispirato ad un luogo preciso, capace di coinvolgere lo spettatore al punto da suscitare l’emozione di quello reale.

Le trenta incisioni che compongono la mostra creano infatti un’unica grande sequenza di immagini, una sorta di opera unica che abbraccia tutto il perimetro della galleria.

Le incisioni, eseguite con la particolare tecnica del carborundum che prevede l’impiego della polvere di silicio per ottenere nella stampa effetti materici e vellutati, sono state realizzate presso il laboratorio Corrado Albicocco di Udine e presso lo studio Puliti di Milano.

 

marzo 2009

 

Catalogo, edizioni Charta, a cura di Gorgio Verzotti.

 

DEU

 

Unter dem Titel Pasadina steht das grafische Werk der Schau.

 

Der Botanische Garten der amerikanischen Stadt mit seinen Pflanzen war die Inspirationsquelle der zweifarbigen Werke.

Ausgehend von Fotos entstehen die sehr lyrischen Blätter mit ihren amorphen Zeichen. Das waren vielleicht einmal Blumen, Blüten: die Bearbeitung des Künstlers erschafft eine Welt von flissenden Formen, in welchen die Natur noch nachklingt.

 

Es scheint als ob der Künstler die farbige Natur gereinigt, vielleicht sogar veredelt habe: übrig bleibt Frangis unendliches Repertoire von Zeichen und Formen. Alle diese Werke sind Carborundumradierungen.