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Le venti opere (2009 - 2011) che compongono la mostra hanno per oggetto la pittura e più precisamente quella forma-impronta, ormai nota, che caratterizza il suo lavoro.

 

Un linguaggio questo che si manifesta sin dagli anni sessanta, periodo fra i più creativi dell’avanguardia artistica in Francia e che vedrà Viallat tra i fondatori del movimento Support/Surfaces.

 

La pittura astratta e la seduzione dell’informale (senza dimenticare Cézanne e Matisse) saranno da subito al centro di una ricerca che porterà l’artista, già negli anni sessanta, ad individuare una forma base, sua caratteristica distintiva. Una sorta di forma-impronta, quasi primitiva, che nella ripetitività trova compiutezza e forza. Ad esprimere invece il suo il rifiuto della pratica e dell’organizzazione industriale della pittura, seguirà l’abbandono della tela montata su telaio e l’utilizzo per dipingere di un supporto non convenzionale.

 

Il supporto su cui Viallat, ancora oggi interviene, è un vero objet trouvè, un piano di colore o, spesso, di più colori, poiché mosaico composto da tessuti diversi; la varietà di quest’ultimi (molte le tipologie che caratterizzano le opere della mostra), dai più poveri ai più raffinati, dai già usati ai nuovi, su cui Viallat è solito dipingere, interagisce con la forma ripetuta in un dialogo che non intende annullare la trama origi- naria. Un’elogio alla PURE SURFACE come recita il titolo della mostra - superficie - sulla quale slanci di colore lasciano l’inconfondibile impronta.

 

23 settembre 2011 - 10 novembre 2011

 

Catalogo della mostra, testo a cura di Alessandro Del Puppo

DEU

 

Die Einzelausstellung des französischen Meisters Claude Viallat eröffnet am 23. September die Saison 2011/12 in der Galerie Antonella Cattani contemporary art von Bozen.

Die in dieser Ausstellung gezeigten zwanzig Werke (2009 - 2011) thematisieren die Malerei, genauer die inzwischen bekannte Form-Spur, die seine Arbeit kennzeichnet. Diese Formsprache tritt schon seit den Sechzigerjahren auf, also in einer Periode, die zu den kreativsten der Avantgarde in Frankreich zählt; Viallat gehört damals zu den Gründungsmitgliedern der Bewegung Support/Surfaces.

 

Die abstrakte Malerei und die Anziehungskraft des Informel (Cezanne und Matisse nicht zu vergessen) stehen von Anfang an im Zentrum einer Recherche, die Claude Viallat schon in den Sechzigerjahren dazu führt, eine für ihn charakteristische Grundform auszumachen. Ein beinahe primitiv zu nennender Form-Abdruck, der durch die Wiederholung Geschlossenheit und Kraft gewinnt.

 

Seine Ablehnung der industrialisierten Praxis und Organisation der Malerei drückt er dann dadurch aus, dass er die in einen Rahmen gespannte Leinwand aufgibt und nur noch unkonventionelle Bildträger für seine Gemälde verwendet.

Der Bildträger, auf den Viallat auch heute noch malt, ist ein richtiges objet trouvè, eine farbige oder noch häufiger mehrfarbige Fläche, die sogar mosaikartig aus verschiedenen Geweben besteht;

ihre Vielfalt, die von den schlichtesten bis zu den raffiniertesten, von bereits gebrauchten zu den ganz neuen reicht, auf die Viallat üblicher Weise malt (auch in der Ausstellung sind viele verschiedene Typen vertreten), tritt mit der wiederholten Form in einen interaktiven Dialog ein, der die ursprüngliche Struktur des Gewebes keineswegs aufheben will.

 

Eine Verbeugung vor der im Ausstellungstitel genannten PURE SURFACE, der Oberfläche, auf der seine Farbschwünge unverkennbare Spuren hinterlassen.