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Per introdurre l'opera di Claude Viallat corre l'obbligo di fare riferimento alla recente mostra personale presso il Musée Fabre di Montpellier che ha reso omaggio alla ricerca sistematica ed appassionata del noto artista francese ordinando, nelle sue sale,  un percorso di oltre cinquant'anni di lavoro.

 

Un percorso iniziato negli anni '60 in un clima culturale particolarmente fervido dell' avanguardia artistica in Francia che ha visto Viallat (1936 Nîmes -F), tra i fondatori del movimento Supports/Surfaces. Per circa un decennio l'artista ha alternato alla riflessione teorica quella pratica sperimentale che ha infine intrecciato il destino della pittura e del supporto in un personale gioco delle parti.

 

Negli anni '80, già riconosciuto tra i protagonisti dell'arte contemporanea, Viallat espone da Leo Castelli a New York, al Centre Pompidou di Parigi ed è invitato nell' 88 a rappresentare la Francia alla Biennale di Venezia.

Le mostre personali e partecipazioni ad eventi internazionali presso istituzioni e gallerie private, si susseguono da allora a sottolineare l'importanza di un lavoro che oltre a fare storia è in continuo divenire.

 

 

Una occasione di incontro con l'opera di Claude Viallat si offre con l'esposizione alla galleria Antonella Cattani contemporary art che si inaugura venerdì 11 marzo, dalle ore 18.30, nella sede di Bolzano.

In presentazione le opere che appartengono al biennio 2013 / 14 allestite direttamente a parete, senza gli artifici di un contenitore, sembrano ricordarci di essere un frammento, parte di un tessuto idealmente infinito.

 

Da oltre cinquant’anni, Viallat impiega una forma-base, sua caratteristica distintiva, che nella ripetitività e nell' incontro con la materia e il colore trova compiutezza e forza.

Questa "forma-impronta" viene definita pittoricamente in più modi: per piena campitura, per delineazione o per impressione diretta ed è all' origine dei molteplici effetti visivi che scaturiscono dalla combinazione o sovrapposizione di queste tecniche. Sempre nella piena riconoscibilità del modulo prescelto, ogni opera, dalla semplice sequenza lineare fino agli effetti di una ridondanza quasi barocca, appare così come una soluzione unica e originale.

 

Il supporto su cui Viallat ancora oggi interviene, è un vero objet trouvè, un piano di colore o, spesso, di più colori, poiché  composto da una varietà di tessuti diversi che interagiscono con la forma ripetuta, in un dialogo che non intende annullarne la trama originaria.

Una pratica questa che lascia spazio all'imprevedibile reazione  del colore al  contatto con la diversa natura del tessuto che diviene così "luogo degli accadimenti".  Ma è riprendendo la tradizione matissiana che Viallat definisce i suoi lavori con il parametro del colore, togliendo peso alla forma che guadagna così la sua libertà.

 

11 marzo 2016 -  20 aprile 2016

 

DEU

 

Die in dieser Ausstellung gezeigten Werke (2013 - 2014) thematisieren die Malerei, genauer die inzwischen bekannte Form-Spur, die die Arbeit von Claude Viallat  kennzeichnet. Diese Formsprache tritt schon seit den Sechzigerjahren auf, also in einer Periode, die zu den kreativsten der Avantgarde in Frankreich zählt; Viallat gehört damals zu den Gründungsmitgliedern der Bewegung Support/Surfaces.   

                                                                                                                                                       

Farben sind für Viallat Lichtstoff und Denkenergie. Repetition kann ein fest fürs Auge sein, wenn sie sich nicht minimalistisch missversteht, sondern bei den Farben ins Volle greift.

Die abstrakte Malerei und die Anziehungskraft des Informel (Cezanne und Matisse nicht zu vergessen) stehen von Anfang an im Zentrum einer Recherche, die Claude Viallat schon in den Sechzigerjahren dazu führt, eine für ihn charakteristische Grundform auszumachen. Ein beinahe primitiv zu nennender Form-Abdruck, der durch die Wiederholung Geschlossenheit und Kraft gewinnt. 

 

Seine Ablehnung der industrialisierten Praxis und Organisation der Malerei drückt er dann dadurch aus, dass er die in einen Rahmen gespannte Leinwand aufgibt und nur noch unkonventionelle Bildträger für seine Gemälde verwendet.                                                                                                                                                                                                                                                                                             

 

Der Bildträger, auf den Viallat auch heute noch malt, ist ein richtiges objet trouvè, eine farbige  oder noch häufiger mehrfarbige Fläche, die sogar mosaikartig aus verschiedenen Geweben besteht; ihre Vielfalt, die von den schlichtesten bis zu den raffiniertesten, von bereits gebrauchten zu den ganz neuen reicht, auf die Viallat üblicher Weise malt (auch in der Ausstellung sind viele verschiedene Typen vertreten), tritt mit der wiederholten Form in einen interaktiven Dialog ein, der die ursprüngliche Struktur des Gewebes keineswegs aufheben will.

 

11 marzo 2016 -  20 aprile 2016