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Le ventidue sculture che compongono la mostra, allestite a parete e a terra, sono costituite da incommensurabili sedimentazioni di filo del più noto tra i conduttori di energia: il rame.

Il legame di queste opere dalle forme primarie, naturali, è in stretta relazione con la luce che ne esalta la capacità rifrattiva fino ad amplificarla quasi in scintille.

 

“Parto da un filo di rame che mai si intreccia ma che si sovrappone e si sedimenta” – spiega l’artista; questa singolare pratica è contemporaneamente la base del suo lavoro e la misura stessa del tempo del suo agire. L’idea si può toccare – il tratto gestuale diventa materia, forma, che interagisce con lo spazio e rivela una natura che è simultaneamente propria della scultura ma anche dell’ installazione. La superficie dei lavori si mostra sensibile ad ogni cambiamento della luce e può variare, dai toni più chiari a quelli più scuri, con il semplice trascorrere delle ore del giorno.

 

L’esposizione si apre con l’installazione Starlight composta da dodici elementi-scultura accomunati dalla stessa forma che richiama quella di un corpo celeste differenziandosi invece per dimensione. A disegnare queste strutture cangianti e mutevoli è un filo di rame che lancia il suo aggetto nella tridimensionalità dello spazio generando interferenze ritmiche e vibrazioni cromatiche.

 

 

A seguire le sculture in filo di rame, cellulosa e pigmento nero “Di-Segni”, allestite in successione. La cellulosa avvolge i sottili fili di rame che, composti in strutture reticolari, si fanno calligrafia; una forma di scrittura questa, che si avvale del gioco delle ombre generate dalla tridimensionalità del filo stesso.

Infine l’Armonico, scultura da parete di grande dimensione (280x150x50 cm) si mostra in tutta la sua spettacolarità senza sminuire però la forza del dettaglio che tanta rilevanza assume all’interno della concezione del lavoro. I due elementi accostati, che compongono l’Armonico, sembrano trarre forza l’uno dall’altro; ciascuno, avvolto in una forma conica che si libera verso l’alto, esprimono l’intensità di un legame.

 

15 novembre 2013 - 15 gennaio 2014

DEU

 

Die Galerie Antonella Cattani contemporary art präsentiert die Skulpturen von Antonella Zazzera (1976, Todi).

 

Die Künstlerin arbeitet mit Kupferdraht, dicht verwebt sie ihn zu ihren Gebilden, die Installation und Skulptur gleichzeitig sind.

Das Kupfer schillert farbig bei Lichtveränderung, und dank der Anwendung dieses Phänomen scheint das Licht von innen heraus zu leuchten.

 

In Präsentation zeiundzwanzig Skulpturen – tadellose Strukturen in denen Tausende Meter Kupferdraht eine exakte Position einnehmen und einen Körper bilden, dessen Dichte nicht aufgrund von Geflechten oder Näehten entsteht, sondern durch eine langsame, konsequente Materialanhäufung, die sich in einem rituellen Prozess der Überlagerung und Sedimentierung in Raum und Zeit ansammelt.